Nella quotidiana gestione dell’acqua potabile, emerge una preoccupante realtà: la presenza diffusa di PFAS, perfluorurati dannosi per la salute umana, è una problematica evidenziata da un recente report delle associazioni ambientaliste.
Lombardia e Veneto vedono un quarto dei comuni erogare acqua contenente elevate quantità di queste sostanze, mettendo a rischio la salute dei cittadini.
La questione dei PFAS: cosa sono
I PFAS sono composti chimici a base di fluoro e carbonio che, una volta assorbiti dal nostro corpo, persistono nell’organismo umano, creando potenziali rischi per la salute.
Sono così composti: presentano un gruppo funzionale idrosolubile collegato a catene carboniose di varie lunghezze, dove gli atomi di idrogeno sono stati in parte o completamente sostituiti da atomi di fluoro. Le catene con un massimo di cinque atomi di carbonio sono classificate come a “catena corta”, mentre quelle con sei atomi di carbonio o più come a “catena lunga”.
Con le restrizioni e i divieti nella produzione delle tradizionali sostanze perfluorurate come il PFOA e il PFOS, particolarmente dal 2000 in avanti, sono state introdotte sul mercato sostanze sostitutive perfluorurate a catena corta.
La normativa legata agli PFAS
Negli anni ’50, i PFAS hanno visto una diffusione globale, impiegati per conferire resistenza ai grassi e all’acqua su vari materiali come tessuti, carta, rivestimenti per contenitori alimentari e in applicazioni diverse come la realizzazione di pellicole fotografiche, schiume antincendio e detergenti domestici.
Nel 2013, una ricerca sperimentale condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Ministero dell’Ambiente sui potenziali inquinanti “emergenti” nei bacini fluviali italiani, inclusi quelli del Po, già aveva rilevato la presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nelle acque sotterranee, superficiali e potabili del territorio italiano.Inizio modulo
L’inquinamento da PFAS nell’acqua richiede soluzioni immediate e preventive. Tuttavia, la mancanza di limiti massimi stabiliti dal legislatore e il ritardo dell’Italia nell’aderire alle direttive dell’Unione Europea creano un vuoto normativo preoccupante.
Infatti al momento in Italia non esiste una normativa chiara che regolamenti i livelli limite di PFAS nelle acque potabili. La direttiva europea è stata ratificata dal nostro Paese ma entrerà in vigore solo nel 2026, con un limite di 100 nanogrammi di PFAS per litro. La realtà è che oggi molti comuni superano questa soglia limite.
Cosa rivela l’analisi dei dati
Il report rivela che su 462 campioni di acqua destinata al consumo umano, analizzati negli anni 2021, 2022 e parte del 2023, 132 campioni presentano tracce di PFAS, rappresentando un significativo 1 su 4.
Anche se i valori rilevati sono inferiori ai limiti attualmente fissati dalla Direttiva europea, in oltre il 25% dei casi, le concentrazioni superano i valori proposti in altri paesi, come la Danimarca o gli Stati Uniti, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza della salute umana.
| Leggi il rapporto di GreenPeace
Soluzioni contro l’inquinamento da PFAS nell’acqua
Gli impianti a osmosi e con sistema di ultrafiltrazione emergono come soluzioni efficaci nella rimozione dei PFAS nell’acqua potabile.
Questi sistemi offrono un’efficace barriera ai perfluorurati, garantendo un’acqua più sicura per il consumo quotidiano. Va sottolineato che la microfiltrazione, se dotata dei giusti filtri, rappresenta un’alternativa altrettanto valida nella lotta contro i PFAS, ma con una selezione attenta dei dispositivi.
Tecniche di eliminazione: approfondimenti
L’osmosi inversa impiega membrane semipermeabili per rimuovere le particelle inquinanti dall’acqua. Attraverso un processo di pressurizzazione, l’acqua passa attraverso queste membrane, eliminando i PFAS, garantendo così una migliore qualità dell’acqua destinata al consumo umano.
L’ultrafiltrazione opera tramite membrane con pori molto piccoli, in grado di bloccare i PFAS e altre particelle inquinanti. Questa tecnica permette di separare le molecole indesiderate dall’acqua senza alterare significativamente le sue proprietà.
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